Il beneficio impossibile - padri alla sbarra - il sangue di Ippolito - la seconda volta di Ercole - convitati di cera - l’importanza di chiamarsi Bruto - la Città dei giudici - riferimenti bibliografici.
Signa culturae definisce Agostino, nella Città di Dio, gli strumenti con i quali nella Roma arcaica il neonato veniva magicamente protetto dalle aggressioni del dio Silvan strumenti che rimandano al mondo dell’agricoltura, contrapposto allo spazio disordinato dell’incolto e del bosco, ma insieme anche segni della cultura in opposizione al mondo della natura. Di quella cultura i diversi saggi raccolti in questo volume illuminano aspetti e versanti molteplici: dalla figura storica di Bruto il cesaricida a quelle mitiche di Ercole e di Ippolito; dalla riflessione sul beneficio e sulla gratitudine all’elaborazione intorno al significato del nome proprio e alle attese che esso suscita in chi ne è portatore e in chi lo pronuncia; dal valore delle immagini sino ai mutamenti intervenuti nello statuto della figura paterna nel passaggio dalla repubblica all’impero. A unificare questa pluralità di temi e prospettive di ricerca è l’omogeneità del metodo adottato – che è quello messo a punto all’antropologia del mondo antico – e l’intrecciarsi convergente delle conclusioni che si ricavano dalle diverse analisi. Al tempo stesso, essi si configurano come altrettanti canali di accesso ad un universo culturale di inesauribile complessità, come assaggi parziali che cercano di non perdere mai di vista il più vasto orizzonte che ne consente una adeguata interpretazione. Come signa culturae, appunto.
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