Il volume scaturisce dal terzo convegno del progetto interdisciplinare Minatori di memorie, dedicato allo studio della (post)memoria culturale dell’universo minerario e della migrazione italiana negli ex-distretti minerari del Borinage, del Limburgo belga e del Limburgo sudorientale olandese. Nelle viscere della terra e in superficie, nelle cité minerarie, s’intessevano rapporti sociali basati su scambi e codici verbali e non, con la creazione d’identità fluide, in un incessante processo interculturale. La fine dell’èra carbonifera, con le trasformazioni socioeconomiche e culturali che ha comportato, ha visto emergere palinsesti di comunità postmigratorie in cui convivono a tutt’oggi temporalità diverse, atteggiamenti memoriali variegati, sensi di appartenenza complessi e cangianti. In questo terzo volume della serie il focus è sul plurilinguismo nei contesti transnazionali (post)minerari. Comprende studi sul contatto linguistico in aree fortemente interessate a fenomeni migratori; sulla creazione e le evoluzioni di etnoletti, socioletti e gerghi giovanili; sul potenziale artistico di quei contesti ibridi, dalla poesia di Wiel Kusters al rap di Don Luca; su scritture in cui l’eterolinguismo è una risorsa espressiva tipica e primaria; sulla traduzione (e autotraduzione) del plurilinguismo e di testi mistilingui.
È professore associato di lingua e letteratura neerlandese presso l’Università di Bologna. Si occupa delle scene teatrali nell’Amsterdam del Seicento e di letteratura contemporanea, indagata in ottica postcoloniale ed ecocritica.
Heusden, 1970 è nata e cresciuta da genitori italiani migrati verso le zone minerarie del Limburgo belga. Conduce ricerche nell’ambito minerario in Europa, studi di genere nei processi migratori con particolare attenzione verso le storie di vita e le biografie, sia scritte che orali, di donne come portatrici di cultura.
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